Separarsi e divorziare non sono la stessa cosa. Sono due momenti diversi, con effetti giuridici differenti, e non sempre la scelta della separazione significa che i coniugi abbiano già deciso di porre definitivamente fine al matrimonio.

Quando una relazione attraversa una fase di profonda difficoltà, infatti, può accadere che la decisione più urgente non sia quella di divorziare, ma quella di interrompere la convivenza e mettere ordine nella situazione familiare, lasciando eventualmente del tempo per comprendere quale sarà il futuro del rapporto.

Che cosa significa separarsi

La separazione personale dei coniugi interrompe la convivenza e modifica gli effetti di alcuni dei doveri che derivano dal matrimonio, ma non scioglie il vincolo matrimoniale.

I coniugi rimangono quindi sposati. La separazione consente, tuttavia, di disciplinare gli aspetti concreti della nuova situazione familiare: dalla cessazione della convivenza alle questioni economiche, fino alla gestione dei rapporti con i figli.

La separazione può essere:

  • consensuale, quando i coniugi raggiungono un accordo sulle condizioni della separazione;
  • giudiziale, quando non è possibile raggiungere un accordo e occorre rivolgersi al tribunale.

In presenza dei presupposti previsti dalla legge, la separazione consensuale può essere definita anche attraverso strumenti diversi dal procedimento giudiziale, tra cui la negoziazione assistita dagli avvocati.

Che cosa significa divorziare

Il divorzio determina lo scioglimento del matrimonio civile o la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario.

Si tratta quindi di un passaggio diverso dalla separazione: non si limita a disciplinare la vita dei coniugi che hanno cessato la convivenza, ma interviene sul vincolo matrimoniale.

La disciplina del divorzio è contenuta principalmente nella legge n. 898 del 1970, che prevede i casi nei quali può essere pronunciato lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Separazione e divorzio: le differenze principali

La differenza fondamentale può essere riassunta in modo semplice:

SeparazioneDivorzio
Non scioglie il matrimonioScioglie il matrimonio civile o fa cessare gli effetti civili del matrimonio concordatario
Modifica i rapporti personali e patrimoniali tra i coniugiDefinisce la cessazione definitiva del rapporto matrimoniale
I coniugi restano sposatiI coniugi non sono più legati dal vincolo matrimoniale
Non consente di contrarre un nuovo matrimonioConsente, una volta divenuto efficace il divorzio, di contrarre un nuovo matrimonio

Separarsi non significa necessariamente voler divorziare

È forse questo l'aspetto più importante da comprendere.

Quando un matrimonio attraversa una fase di forte difficoltà, non sempre la domanda è immediatamente: «Vogliamo divorziare?»

A volte la domanda è un'altra:

«Abbiamo bisogno di fermarci e capire che cosa fare?»

La separazione può rappresentare anche questo: un momento nel quale interrompere la convivenza e regolare gli aspetti essenziali della vita familiare senza dover necessariamente assumere, nello stesso momento, una decisione definitiva sul futuro del matrimonio.

Può essere una scelta maturata dopo mesi o anni di conflitti, oppure una decisione presa quando i coniugi non riescono più a vivere serenamente insieme ma non hanno ancora raggiunto la certezza di voler chiudere definitivamente il rapporto.

In queste situazioni, il tempo può avere un valore.

Non perché la separazione risolva automaticamente i problemi della coppia e nemmeno perché debba essere considerata una fase necessariamente destinata alla riconciliazione. Piuttosto, perché separazione e divorzio producono effetti diversi e possono corrispondere a momenti diversi della vita delle persone.

Prendere tempo può significare avere la possibilità di affrontare con maggiore lucidità le questioni familiari, economiche e personali che spesso accompagnano la crisi di una coppia.

Quanto tempo deve trascorrere tra separazione e divorzio?

La legge prevede un periodo minimo di separazione prima che possa essere proposta la domanda di divorzio nei casi ordinari.

Il termine è di:

  • sei mesi in caso di separazione consensuale;
  • dodici mesi in caso di separazione giudiziale.

Il decorso del termine deve essere valutato secondo le modalità previste dalla legge e in relazione alla forma attraverso la quale è stata raggiunta la separazione.

La normativa vigente consente inoltre, nel procedimento di separazione, di proporre anche la domanda di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio. Quest'ultima diventa procedibile quando è decorso il termine previsto dalla legge e dopo il passaggio in giudicato della sentenza che pronuncia la separazione.

Separazione consensuale e separazione giudiziale

La separazione consensuale presuppone che i coniugi riescano a raggiungere un accordo sulle questioni che devono essere regolate.

L'accordo può riguardare, tra gli altri aspetti:

  • l'organizzazione della vita separata;
  • la casa familiare;
  • il mantenimento, quando dovuto;
  • le modalità di esercizio della responsabilità genitoriale;
  • i tempi di permanenza dei figli con ciascun genitore;
  • il contributo al mantenimento dei figli;
  • gli altri aspetti economici e familiari che devono essere disciplinati.

Quando invece i coniugi non riescono a trovare un accordo, la separazione può essere giudiziale e le questioni controverse vengono sottoposte al giudice.

E se ci sono figli?

La presenza di figli rende la separazione una questione che riguarda non soltanto i coniugi, ma l'intero equilibrio familiare.

Il principio fondamentale è che le decisioni devono essere orientate prioritariamente all'interesse dei figli.

Separazione e divorzio non interrompono il rapporto tra genitori e figli. Cambia, invece, l'organizzazione della vita familiare e devono essere stabilite modalità concrete per l'esercizio della responsabilità genitoriale, la permanenza dei figli presso ciascun genitore e il loro mantenimento.

Per questo, soprattutto quando la conflittualità tra i genitori è elevata, è importante distinguere ciò che riguarda il rapporto tra i coniugi da ciò che riguarda il rapporto con i figli.

Il rapporto economico tra i coniugi

Separazione e divorzio possono avere conseguenze anche sul piano economico, ma non si tratta di conseguenze identiche.

Durante la separazione possono essere stabiliti, in presenza dei presupposti di legge, obblighi di mantenimento a favore del coniuge che ne abbia diritto. Con il divorzio la disciplina cambia e può assumere rilievo, tra gli altri aspetti, l'eventuale assegno divorzile.

La valutazione non può essere fatta applicando automaticamente una regola uguale per tutti: situazione economica, durata del matrimonio, condizioni personali, contributo dato alla vita familiare e altre circostanze concretamente rilevanti devono essere valutati nel singolo caso.

Separazione o divorzio: quale scegliere?

Non esiste una risposta valida per tutte le coppie.

La scelta dipende dalla situazione concreta, dalla presenza di figli, dalle condizioni economiche, dal livello di conflittualità e, soprattutto, dalla posizione dei coniugi rispetto al futuro della relazione.

In alcuni casi la decisione è già maturata e il divorzio rappresenta il naturale completamento di un percorso di separazione.

In altri casi, invece, la separazione può essere il modo attraverso il quale affrontare una situazione diventata insostenibile senza essere costretti a decidere immediatamente tutto il proprio futuro.

Questo non significa che separarsi sia una scelta semplice. Al contrario, è un passaggio che può avere conseguenze importanti sulla vita personale, familiare ed economica delle persone coinvolte.

Quando può essere utile rivolgersi a un avvocato

Una consulenza legale può essere utile non soltanto quando il conflitto è già arrivato in tribunale.

Conoscere in anticipo le conseguenze delle diverse possibilità può aiutare a comprendere quali decisioni assumere, quali aspetti devono essere regolati e quali soluzioni possono essere valutate.

In una fase delicata come quella della crisi coniugale, avere un quadro chiaro della propria posizione può consentire di affrontare le scelte con maggiore consapevolezza.

Quando possibile, trovare un accordo può inoltre consentire ai coniugi di affrontare la separazione riducendo il livello di conflittualità e concentrando l'attenzione, soprattutto in presenza di figli, sulla necessità di costruire un nuovo equilibrio familiare.

In sintesi

La separazione e il divorzio sono due istituti diversi.

La separazione non scioglie il matrimonio e può rappresentare anche un periodo nel quale i coniugi prendono atto della crisi, regolano la loro vita separata e si concedono il tempo necessario per comprendere quale direzione prendere.

Il divorzio, invece, interviene sul vincolo matrimoniale e ne determina lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili secondo quanto previsto dalla legge.

Per questo, davanti a una crisi coniugale, non sempre la prima domanda deve essere «separazione o divorzio?».

A volte la domanda più importante è:

«Qual è la scelta più adatta alla situazione che stiamo vivendo, oggi?»

Riferimenti normativi

La disciplina della separazione e del divorzio è contenuta principalmente nelle seguenti disposizioni:

  • Codice civile, artt. 150-158 — disciplina della separazione personale dei coniugi.
  • Codice civile, artt. 337-bis e seguenti — disciplina dei rapporti tra genitori e figli, applicabile anche nei procedimenti di separazione e divorzio.
  • Legge 1 dicembre 1970, n. 898 — disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio e di cessazione degli effetti civili del matrimonio.
  • Legge 6 maggio 2015, n. 55 — ha ridotto i tempi necessari per la domanda di divorzio, introducendo il cosiddetto divorzio breve.
  • Decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149 — ha riformato il processo civile e introdotto importanti modifiche ai procedimenti in materia di persone, minorenni e famiglie, compresa la possibilità, alle condizioni previste dalla legge, di proporre nello stesso procedimento le domande di separazione e divorzio.

La disciplina applicabile deve essere valutata in relazione alla situazione concreta e alla normativa vigente al momento della procedura.

Una scelta che merita di essere compresa

Separarsi o divorziare non sono soltanto decisioni giuridiche. Sono scelte che possono incidere profondamente sulla vita delle persone, sui figli, sull'organizzazione quotidiana e sugli equilibri economici della famiglia.

Per questo è importante conoscere la differenza tra i due istituti e, soprattutto, non sentirsi necessariamente obbligati a decidere tutto nello stesso momento.

In alcune situazioni la separazione rappresenta il punto di arrivo di una decisione già maturata. In altre può essere un passaggio necessario per interrompere una convivenza diventata difficile, mettere ordine nella vita familiare e prendersi il tempo necessario per capire quale sarà il futuro.

Non esiste una soluzione valida per tutti. Ogni storia familiare ha le proprie caratteristiche e merita di essere valutata con attenzione, conoscendo prima di tutto quali sono le conseguenze giuridiche delle diverse possibilità.

Comprendere le proprie possibilità è spesso il primo passo per poter scegliere con maggiore consapevolezza.