Il figlio può scegliere con quale genitore vivere?

Quando i genitori si separano, una delle domande che ricorre più spesso riguarda la volontà dei figli. Molti genitori si chiedono se il figlio possa decidere con chi vivere e da quale età questa scelta diventi possibile.

La risposta richiede qualche precisazione. La legge riconosce importanza alla voce del minore, ma non gli attribuisce il potere di decidere autonomamente con quale genitore vivere.

La volontà del figlio viene presa in considerazione?

Sì. La volontà del minore rappresenta uno degli elementi che possono essere valutati quando devono essere assunte decisioni che lo riguardano.

La normativa prevede infatti che il minore possa essere ascoltato, tenendo conto della sua età, della maturità raggiunta e della capacità di comprendere il significato delle decisioni che lo coinvolgono.

Esiste un'età in cui il figlio può decidere?

No. Non esiste un'età oltre la quale il figlio possa scegliere autonomamente con quale genitore vivere.

Anche quando il ragazzo è più grande e la sua opinione assume un peso maggiore, la decisione finale deve sempre essere orientata al suo interesse e al suo benessere.

Che cosa significa ascoltare il minore?

Essere ascoltato non significa essere chiamato a scegliere tra un genitore e l'altro.

L'ascolto serve a comprendere i bisogni, i desideri e le difficoltà del minore, evitando per quanto possibile che si senta coinvolto in un conflitto di lealtà tra i genitori.

Per questo motivo l'ascolto viene svolto con modalità pensate per tutelare il figlio e consentirgli di esprimersi con serenità.

Qual è il criterio seguito nelle decisioni?

Il principio che guida ogni decisione è sempre il superiore interesse del minore.

Vengono valutati molti aspetti, tra cui la stabilità dell'ambiente familiare, la continuità delle relazioni affettive, le esigenze scolastiche, le abitudini di vita e la capacità di ciascun genitore di rispondere ai bisogni del figlio.

La volontà espressa dal minore costituisce uno degli elementi della valutazione, ma non è l'unico.

È importante evitare di coinvolgere i figli nelle decisioni?

Sì.

Durante una separazione è naturale che i figli provino emozioni contrastanti e abbiano bisogno di sentirsi protetti da entrambi i genitori.

Chiedere loro di scegliere oppure coinvolgerli nelle difficoltà della coppia può aumentare il loro disagio e farli sentire responsabili di decisioni che spettano agli adulti.

Per quanto possibile, è importante preservare il loro equilibrio e permettere che continuino a mantenere un rapporto sereno con entrambi i genitori.

Quando può essere utile chiedere una consulenza?

Una consulenza può essere utile quando i genitori hanno opinioni diverse sull'organizzazione della vita dei figli oppure quando sorgono dubbi sul modo in cui debba essere considerata la volontà del minore.

Ogni situazione familiare presenta caratteristiche proprie e richiede una valutazione attenta delle circostanze concrete.

Conclusioni

La legge attribuisce grande importanza alla tutela dei figli e riconosce valore anche alla loro opinione, soprattutto quando hanno raggiunto una sufficiente maturità.

Questo non significa però che il minore possa decidere autonomamente con quale genitore vivere. La scelta deve sempre essere orientata al suo benessere e assunta valutando tutte le circostanze del caso concreto.


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Fonti normative essenziali: articoli 315-bis e 337-bis e seguenti del Codice Civile, con particolare riferimento agli articoli 337-ter e 337-octies; articolo 12 della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono la valutazione del caso concreto.

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